La ferritina è una proteina presente nel corpo che ha il compito di immagazzinare il ferro.
In pratica, fungendo da deposito di ferro, consente di averne sempre una riserva adeguata disponibile per varie funzioni vitali, come ad esempio produrre globuli rossi.
Abbiamo chiesto alla
Dottoressa Roberta Caporale, biologa parte del team del Laboratorio di analisi di Santa Maria Hospital, a Bari, quali sono i valori normali di ferritina e cosa succede se sono troppo bassi o troppo alti.
La differenza tra ferritina e ferro
I loro nomi simili non devono trarre in inganno,
ferritina e ferro sono due cose diverse.
Il ferro è un elemento chimico essenziale per l’organismo, coinvolto in molte funzioni, come la produzione di globuli rossi e il trasporto di ossigeno. Tuttavia, non si trova libero, perché, se accumulato in grandi quantità, potrebbe essere tossico.
Proprio la ferritina è la proteina che funziona come deposito di ferro. Lo immagazzina in modo sicuro per la salute, principalmente nel fegato, nella milza e nel midollo osseo, dove agisce come una riserva solubile e di pronto utilizzo di questo minerale, e rilascia le molecole in piccole quantità quando il corpo ne ha bisogno.
Dosare il ferro, dunque, consente di quantificare l’elemento presente in quel momento in circolo, mentre misurare la ferritina permette di conoscere le riserve utilizzabili a lungo termine.
Ferritina: i valori normali
I valori normali di ferritina possono variare leggermente a seconda del laboratorio e delle unità di misura utilizzate, come tutti gli elementi dosati con le analisi del sangue.
Mediamente, i range di riferimento sono:
- per gli uomini circa 30-400 nanogrammi per millilitro (ng/mL);
- per le donne circa 13-150 ng/mL
- nei bambini i valori possono variare in base all’età, ma generalmente sono più bassi rispetto agli adulti.
Ferritina bassa, cosa indica
La ferritina bassa nel sangue indica generalmente che le riserve di ferro nel corpo sono ridotte.
Questo può essere un segnale di carenza di ferro, che è una delle cause più comuni di anemia, una condizione in cui il sangue non ha abbastanza globuli rossi sani per trasportare ossigeno ai tessuti.
Le cause di una ferritina bassa possono includere:
- carenza di ferro dovuta a una dieta povera di questo minerale;
- perdita di sangue, per esempio da mestruazioni abbondanti, sanguinamenti gastrointestinali o altre perdite;
- problemi di assorbimento del ferro, come in caso di malattie intestinali;
- aumentato fabbisogno di ferro, come durante gravidanza o allattamento.
Se la ferritina è bassa,
è importante consultare il medico, che può valutare anche altre indagini e studiare situazione generale, per stabilire la causa e il trattamento adatto.
Cosa indica la ferritina alta
La ferritina alta nel sangue può indicare diverse condizioni, e spesso è associata a un eccesso di ferro nel corpo.
Tra le cause più comuni ci sono:
- infiammazioni o infezioni (la ferritina è anche una proteina di fase acuta, quindi può aumentare in presenza di infiammazioni o infezioni);
- patologie epatiche come epatiti o cirrosi, che possono influenzare i livelli di ferritina;
- sovraccarico di ferro, come nella condizione chiamata emocromatosi, in cui il corpo assorbe troppo ferro;
- alcune malattie croniche come forme di tumore o malattie infiammatorie croniche.
Se i livelli di ferritina sono elevati è necessario approfondire il caso, per esempio con l’analisi di altri indici infiammatori come VES e PCR.
Dosaggio della ferritina, perché si prescrive
L’analisi della ferritina viene prescritta per diversi motivi, principalmente per valutare le riserve di ferro, tuttavia può essere richiesta per monitorare condizioni infiammatorie, malattie epatiche o altre situazioni in cui, come visto in precedenza, i livelli di ferro e di ferritina possono essere alterati.
In generale, la ferritina aiuta a capire se c’è la necessità di integrare ferro o se ci sono altre problematiche legate al metabolismo del ferro.
La preparazione prima delle analisi
L’alimentazione prima di un’analisi della ferritina, in genere, non deve presentare restrizioni particolari, e questa indagine nel dettaglio non richiede il digiuno.
Tuttavia,
è sempre una buona norma seguire le indicazioni specifiche del medico o del laboratorio, perché in alcuni casi potrebbe essere consigliato di evitare pasti abbondanti o determinati alimenti prima dell’esame.
Infine, è importante sapere che mantenere una dieta equilibrata e normale nei giorni precedenti può aiutare a ottenere risultati più affidabili. In caso di dubbi, il consiglio è quello di chiedere direttamente al medico o al laboratorio di riferimento.