La Dott.ssa Santese, cardiologa della Clinica Privata Villalba, spiega l’importanza del test da sforzo come strumento di prevenzione cardiovascolare.
“Questo esame – sottolinea la Dott.ssa Giuseppina Santese – ci consente di diagnosticare in anticipo patologie cardiache silenti o aritmie scatenate dallo sforzo. ? una misura di sicurezza fondamentale per prevenire eventi gravi, come la morte cardiaca improvvisa, anche negli atleti apparentemente sani.”
Alla Clinica Privata Villalba, dove si rivolgono numerosi giocatori professionisti e atleti di alto livello, il test da sforzo è parte integrante della valutazione medico-sportiva. Ma la dottoressa ricorda che anche chi pratica sport a livello amatoriale dovrebbe considerarlo, soprattutto in presenza di fattori di rischio come ipertensione, diabete, fumo o familiarità per malattie cardiache.
Professionisti e amatori: due approcci, un obiettivo comune
Per gli atleti professionisti il test da sforzo è un vero strumento di performance: permette di definire zone di allenamento personalizzate, monitorare il VO? max e ottimizzare la preparazione.
Per gli sportivi amatoriali, invece, l’obiettivo principale è la sicurezza: il test aiuta a conoscere i propri limiti, prevenire rischi cardiovascolari e allenarsi senza mettere a repentaglio la salute.
Quando farlo e segnali di allarme
La Dott.ssa Santese consiglia di eseguire il test:
- Prima di iniziare un nuovo programma di allenamento
- Ogni 2-3 anni per chi pratica sport moderato senza problemi di cuore
- Ogni anno per over 40, persone con fattori di rischio o chi pratica sport ad alta intensità
E invita a non trascurare segnali come dolore toracico, fiato corto, vertigini o palpitazioni: sono campanelli d’allarme che richiedono un controllo immediato.
“La prevenzione è il primo passo per uno sport sicuro – conclude la Dott.ssa Santese – e a Clinica Privata Villalba ci impegniamo ogni giorno a garantire la salute del cuore di atleti e amatori.”
Il VO? max: un indicatore chiave della forma fisica
La Dott.ssa Santese evidenzia l’importanza del
VO? max come parametro fondamentale per misurare la capacità aerobica e le potenzialità di un atleta.
“Un valore più alto di VO? max – spiega – significa che il corpo è più efficiente nel trasportare e utilizzare l’ossigeno per produrre energia, migliorando così le prestazioni atletiche.”
Il VO? max può essere monitorato:
- Con dispositivi sportivi, per un controllo costante dell’andamento della forma fisica.
- Con test di laboratorio, per una misurazione diretta e precisa tramite metabolimetro che analizza gli scambi gassosi.
- Con test da campo, come il test di Cooper, che lo stima in base alla distanza percorsa in un tempo prestabilito.
La stima del VO? max di strumenti come gli smartwatch sono considerati utile per monitorare i progressi, anche se non è accurata quanto una misurazione di laboratorio. Per ottenere dati affidabili è fondamentale:
- utilizzare una fascia cardio,
- eseguire corse di almeno 10 minuti a un’intensità >70% della frequenza cardiaca massima,
- seguire allenamenti adatti al proprio livello e dispositivo.