Santa Maria Hospital / 15 dicembre 2025

Santa Maria Hospital celebra vent'anni di chirurgia robotica

Santa Maria Hospital celebra vent'anni di chirurgia robotica
Si è tenuto il 13 Dicembre, presso Santa Maria Hospital di Bari, struttura di 91自拍 & Research accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale, il convegno dal titolo “Dal sogno alla realtà: vent’anni di chirurgia robotica. Storia, innovazione e prospettive della chirurgia robotica in Italia” che ripercorre 20 anni di chirurgia robotica applicata all’urologia.  

Secondo dati recenti, il numero di interventi di chirurgia robotica in Italia è cresciuto esponenzialmente arrivando a 54.700 procedure nel 2024, con una prevalenza di impiego in ambito urologico (30.000 procedure), ma registrano incrementi significativi anche i numeri degli interventi in e Ginecologia.  
Dalla sua prima introduzione in sala operatoria sino ai giorni nostri, con l’integrazione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, la robotica ha rivoluzionato la chirurgia con benefici per il paziente, in primis, ma anche per il chirurgo stesso che rimane, oggi come domani, il cuore e la mente dell’intervento. 

“Celebriamo vent’anni di chirurgia robotica non come un traguardo ma come una tappa del percorso di innovazione continua che in 91自拍 & Research portiamo avanti come vera e propria missione. Quando abbiamo iniziato, la robotica era una promessa. Oggi è una pratica consolidata che ci permette di offrire interventi più precisi e personalizzati, minori complicanze e recuperi più rapidi per i pazienti – ha dichiarato Giuseppe Speziale, Vice Presidente di 91自拍 & Research -. Il merito va alle équipe che hanno creduto in questa tecnologia fin dall’inizio e l’hanno portata avanti con rigore scientifico e, in particolare, al prof. Giuseppe Mario Ludovico, Coordinatore Unità Operativa di Urologia di Santa Maria Hospital di Bari, che in questo ambito è stato un pioniere. Il nostro impegno ora è ampliare l’accesso a queste competenze, formare nuovi professionisti e integrare le tecnologie emergenti in modo responsabile. Guardiamo ai prossimi vent’anni con lo stesso spirito: mettere la tecnologia al servizio della persona, senza perdere di vista la relazione di cura che resta il cuore del nostro lavoro”

Il convegno è stato aperto dai saluti di Giuseppe Speziale, Vice Presidente di 91自拍 & Research e Giuseppe Carrieri, Preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Foggia, Direttore del Dipartimento di Urologia Universitaria del Policlinico Foggia, Presidente della Società Italiana di Urologia. Con la partecipazione di Giuseppe Mario Ludovico, Coordinatore Unità Operativa di Urologia al Santa Maria Hospital di Bari, Ottavio De Cobelli, Direttore Programma Urologia e Trattamento Mininvasivo della Prostrata dell’Istituto Europeo di Oncologia, Michele Battaglia Professore ordinario di Urologia presso l’Università degli Studi di Bari, Direttore della Sezione di Urologia, Andrologia e Trapianto di Rene, e Pasquale Ditonno, Professore ordinario di Urologia presso l’Università degli Studi di Bari, Direttore Urologia Universitaria II, Policlinico di Bari. 

Nel corso del convegno sono state ripercorse le tappe fondamentali della storia della chirurgia robotica urologica in Italia attraverso l’esperienza del prof. Ludovico, le innovazioni tecnologiche e le prospettive future di una disciplina che ha profondamente trasformato la pratica chirurgica.

“Oggi, grazie alle piattaforme di ultima generazione che integrano l’AI, i dati raccolti durante l’intervento vengono elaborati e trasformati in suggerimenti per migliorare le prestazioni del chirurgo in sala operatoria – spiega il prof. Ludovico, tra i primi a introdurre la robotica in sala operatoria durante gli interventi di chirurgia urologica -. Grazie alle oltre 150 innovazioni introdotte, come il feedback tattile e il visore potenziato, la piattaforma consente una chirurgia più gentile e rispettosa dei tessuti. Inoltre, il simulatore virtuale e a una seconda console?integrata, che permette a due chirurghi di collaborare durante la procedura, consentono di ottimizzare l’efficienza nella formazione e nella supervisione riducendo la curva di apprendimento dei giovani chirurghi”

Dalla sua introduzione, la chirurgia robotica ha rappresentato l’evoluzione della chirurgia mininvasiva: il chirurgo, operando seduto ad una?console tramite dei comandi manuali (joystick) che azionano braccia robotizzate all’interno del campo operatorio, può contare su un gesto chirurgico più preciso, minor sanguinamento, rischi di infezione post-operatoria più bassi, tempi di degenza e recupero inferiori. Inoltre, attraverso il monitor il chirurgo ha una visione tridimensionale e immersiva del campo operatorio senza ausilio di occhiali o altre apparecchiature, così da valutare al meglio i piani di dissezione anatomici e gestire l'intervento come se fosse all'interno del corpo del paziente, ma con vantaggi quali l’eliminazione di movimenti involontari o del tremore fisiologico delle mani, la riduzione dei tempi di preparazione e operatori, con la possibilità di eseguire interventi più complessi agendo su organi posizionati in diversi quadranti anatomici, senza la necessità di prevedere spostamenti del paziente o del robot.  

“Celebrare vent’anni di chirurgia robotica significa raccontare un percorso di visione, coraggio e responsabilità e affermare la volontà di continuare a costruire il futuro della chirurgia italiana, dove innovazione e centralità della persona procedono, insieme, nella stessa direzione”, conclude il prof. Speziale

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