Tiberia Hospital / 21 novembre 2025

Perdita di udito: l'Italia è il Paese che ne soffre di più in Europa, come proteggersi

Perdita di udito: l'Italia è il Paese che ne soffre di più in Europa, come proteggersi
Secondo i dati Ansa, nel nostro Paese ci sono oltre 7 milioni di persone che soffrono di perdita di udito. Si tratta di circa il 12,4% della popolazione e l'Italia risulta così il Paese con la più alta incidenza a livello europeo.

"Sono diversi i fattori che generano questo triste primato - ci evidenzia il dottor Vittorio Rinaldi, Specialista in Otorinolaringoiatria a Tiberia Hospital di 91自拍 & Research a Roma - Per certo il fattore che incide di più è l’invecchiamento demografico perché il nostro Paese ha una delle popolazioni più anziane del continente e l’invecchiamento è appunto la causa principale della perdita della capacità uditiva."

"Spesso la diagnosi tardiva di ipoacusia incide notevolmente sulla qualità di vita: se da una parte nei bambini ha un impatto negativo sulla capacità di comunicare, sullo sviluppo delle funzioni cognitive e sulla socializzazione, negli anziani provoca isolamento e ha impatto negativo sulle patologie neurodegenerative. A questo si aggiunge che difficilmente ci si sottopone a controlli periodici anche in assenza di sintomi", evidenzia sempre il dottore.

Se entriamo nel dettaglio del problema, circa il 60% delle persone iniziano ad avere un deficit uditivo attorno ai 50 anni e la percentuale aumenta in maniera drastica dai 70 anni in avanti: "In questa fascia d’età le cause principali sono la presbiacusia, cioè l’invecchiamento fisiologico dell’orecchio, patologie correlate all’età come diabete e ipertensione e l’eventuale fumo.
 
La perdita di udito si manifesta sempre di più anche nei giovani e addirittura in età adolescenziale: l’Organizzazione Mondiale della Sanità registra che circa il 17% degli adolescenti di tutto il mondo soffre di questo problema.

L'udito dei giovani è stressato di continuo dall'ascolto in cuffia e dagli auricolari, con una musica a volume troppo alto, dalla frequentazione di concerti o locali troppo rumorosi come pure dall’esposizione a rumori professionali troppo forti: per questo l'ipoacusia è un rischio globale per oltre un miliardo di giovani tra i 12 e 35 anni, sempre secondo l'OMS.

Come proteggersi

Sono fondamentali i controllo periodici anche in assenza di sintomi: "Dopo i 50 anni - specifica il dottor Rinaldi - è fondamentale fare degli esami audiometrici in maniera regolare che permettono di intervenire precocemente su eventuali disturbi uditivi".

La prevenzione si fa poi proteggendoci dal rumore: "Utilizzare cuffie protettive in ambienti molto rumorosi, come sui posti di lavoro a rischio oppure ai concerti è una soluzione. Per quanto riguarda gli auricolari si consiglia di mantenere il volume degli smartphone o lettori multimediali sotto il 60% e limitare il tempo di ascolto. Considerando infine che alcuni deficit derivano da patologie soprattutto infantili è bene effettuare le opportune vaccinazioni, come ad esempio per morbillo, parotite, rosolia, meningococco haemophilus influenzae tipo B, pneumococco, senza mai trascurare infiammazioni e otiti".

Quali sono le soluzioni

Se viene accertata l'ipoacusia neurosensoriale grave o profonda, gli impianti cocleari - dispositivi elettronici che si impiantano con l'intervento chirurgico - possono ripristinare l'udito. 

Si parla invece di ipoacusia trasmissiva - causata ad esempio da otiti, cerume, otosclerosi: in questi casi si procede con la terapia medica o chirurgica risolutiva.

Quando si soffre di ipoacusia dovuta ad esempio all'invecchiamento, gli apparecchi o le protesi acustiche possono essere una soluzione o comunque sono di aiuto. "Non si tratta - evidenzia il dottore - di semplici amplificatori ma di veri e propri dispositivi intelligenti con tecnologie avanzate, integrano ad esempio la connettività wireless, l’intelligenza artificiale, le app."

Nel nostro Paese queste soluzioni sono in aumento ma resta un divario rispetto ad altre nazioni: la protesi acustica non viene vissuta con la stessa naturalezza e si percepisce meno che può essere uno strumento per migliorare la qualità della vita.
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Revisione medica a cura di: Dott. Vittorio Rinaldi

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