Negli ultimi 15 anni la ricerca scientifica su
microbiota e
microbioma sta portando a importanti informazioni sul funzionamento degli organi umani a contatto con l’esterno e rivelando
una delle chiavi della salute e della patologia umana.
Per capirne l’importanza, abbiamo chiesto al
Dott. Luciano Corazza dell’ambulatorio di
Gastroenterologia e Endoscopia digestiva di
D’Amore Hospital a Taranto di spiegare la differenza tra microbiota e microbioma e il loro funzionamento all’interno dell’organismo.
La differenza tra microbiota e microbioma
Sebbene spesso vengano utilizzati come sinonimi, microbiota e microbioma indicano due concetti diversi.
Per microbiota si intende la popolazione di microrganismi (batteri, funghi, protozoi e virus) che colonizza un ambiente in un determinato tempo.
Per microbioma si intende la totalit¨¤ del patrimonio genetico espresso dal microbiota. Ogni organismo vivente ha il suo genoma, il suo patrimonio genetico: il microbioma ¨¨ il genoma del microbiota, il patrimonio genetico di tutto il complesso dei microrganismi presenti nell’organismo.
Cos’¨¨ il microbiota umano
Con microbiota umano si intende
la totalit¨¤ dei microrganismi concentrati in prevalenza nell’intestino che, in maniera fisiologica e talvolta patologica, vivono in simbiosi con l’organismo con caratteristiche di unicit¨¤ per ogni individuo. Il corpo umano, a eccezione di cervello e sistema circolatorio, ospita miliardi di microrganismi di circa 1.000 specie microbiche diverse. Le specie microbiche pi¨´ rappresentate sono: Firmicutes (30-50%), tra cui Clostridium coccoides e leptum, Enterococcus, Faecalibacterim praunizii, Lactobacilli, Streptococcus thermophilus; Bacterioides (20-35%), tra cui i Bacteroides thetaiotaomicron; Actinobacteria (5%), come il Bifidobacterium; Verrucomicrobia (1%), tra cui l’Akkermansia; Proteobacteria (8-10%), come Escherichia coli ed Helicobacter. Il microbioma ¨¨ considerato la parte variabile del nostro genoma, in grado di adattarsi all’ambiente esterno. Il microbiota, infatti, si ¨¨ modificato e si modifica nel corso dell’evoluzione in simbiosi con l’ospite, permettendo all’uomo di adattarsi alle varie condizioni di vita.
Quali sono le funzioni del microbiota
Le funzioni pi¨´ rilevanti del microbiota sono cinque.
- La funzione di barriera alla colonizzazione di agenti patogeni attraverso la produzione di antibiotici naturali, la competizione con i nutrienti, l’adesione delle cellule epiteliali intestinali.
- La funzione metabolica grazie a digestione di polisaccaridi complessi con produzione di acidi grassi a catena corta, sintesi di vitamine e aminoacidi, regolazione dell’insulino-resistenza, metabolismo del colesterolo, detossicazione di xenobiotici (cio¨¨ di sostanze sintetiche o naturali estranee al nostro organismo).
- La collaborazione allo sviluppo del sistema immunitario mantenendo l’omeostasi e la natura mutualistica con la comunit¨¤ di microbi residenti nel nostro organismo, contribuendo allo sviluppo di strutture linfoidi e influenzando positivamente l’immunit¨¤ sistemica con sintesi di sostanze modulanti la tolleranza e la regolazione nella produzione di sostanze infiammatorie e antinfiammatorie.
- La funzione neuroendocrina con influenza su motilit¨¤, modalit¨¤ sensorie e secretive del tratto gastrointestinale.
- Infine, la funzione farmacomicrobiomica, con un ruolo nella biodisponibilit¨¤, efficacia e tossicit¨¤ di farmaci assunti.
Le alterazioni del microbiota
Si parla di
eubiosi microbiotica quando tra microbiota e organismo umano esiste una
condizione di equilibrio che porta all’esecuzione di funzioni complesse con vantaggio reciproco. Si parla, invece, di
disbiosi microbiotica quando esiste una condizione di squilibrio numerico e qualitativo del microbiota per cui si altera la barriera intestinale, viene meno la sintesi di molecole utili e microrganismi patogeni presenti metabolizzano composti dannosi all’organismo. Si determinano, cos¨¬, una endotossiemia, cio¨¨ una traslocazione batterica o di componenti batterici, e una
infiammazione cronica sistemica di basso grado con aumento in circolo di sostanze proinfiammatorie.
Tra le
cause della disbiosi microbiotica troviamo: alimentazione scorretta (eccesso di carboidrati, carne rossa, grassi, carenza di vegetali, diete monotematiche); additivi alimentari (residui ormonali, antiparassitari); terapie farmacologiche (antibiotici, IPP, Anti H2, abuso di lassativi, oppioidi, trattamenti ormonali, terapie oncologiche); patologie (malattie epatiche, pancreatiche, vie biliari, gastriche come l’ipoacloridrie); intolleranze alimentari (celiachia e intolleranza al lattosio); parassitosi intestinali; malattia diverticolare; cause neurogene (stati di ansia, alterazione del ritmo sonno-veglia); alterazioni anatomiche intestinali (come by pass, resezioni intestinali).
Cosa pu¨° comportare un’alterazione dell’ambiente microbiotico
Viene ormai riconosciuto un
ruolo della disbiosi microbiotica nello sviluppo di alcune patologie, disturbi e problemi come: obesit¨¤, sindrome metabolica, diabete mellito di tipo 2, patologie cardiovascolari, malattie infiammatorie croniche intestinali (colite ulcerosa e morbo di Crohn), sindrome dell’intestino irritabile, autismo, malattie reumatiche, infezioni urogenitali, parto pretermine, carcinogenesi, cancro del colon, patologie allergiche, invecchiamento e patologie muscolari, interferenza con immunoterapia oncologica o farmacologica, Alzheimer, malattia di Parkinson, sindrome depressiva e ansia.
Come si interviene sulla disbiosi microbiotica
? importante modificare l’
alimentazione, lo
stile di vita ed eventuali
terapie farmacologiche. Si consigliano
nutraceutici e l’impiego terapeutico di
probiotici e, in alcuni e selezionati casi, come nell’infezione di Clostridium difficile, resistente alla terapia, si sta dimostrando risolutivo il
trapianto fecale. Capitolo importante, per intervenire in maniera precisa e personalizzata, ¨¨ l’esame del microbiota intestinale. Grazie a innovative tecniche di sequenziamento del DNA microbiotico, infatti, ¨¨ possibile ottenere una descrizione dettagliata della composizione del microbiota intestinale per analizzare il grado di efficienza metabolica e intervenire. L’analisi si effettua raccogliendo un campione fecale. Conoscere la composizione e lo stato del microbiota consente di preservarne l’equilibrio o correggere eventuali condizioni di squilibrio.