Santa Maria Hospital / 29 gennaio 2021

Infertilit¨¤, PMA e social freezing: a Ospedale Santa Maria oltre 1.000 procedure all'anno

Infertilit¨¤, PMA e social freezing: a Ospedale Santa Maria oltre 1.000 procedure all'anno
Secondo il Ministero della Salute, in Italia una coppia su cinque ha difficolt¨¤ a concepire un bambino, le coppie che ricorrono alla procreazione assistita, secondo la Relazione presentata al Parlamento sulla PMA nel 2019, sono salite a 78.366 nel 2017 (anno delle ultime rilevazioni) e i bimbi nati con questa tecnica sono 13.973.

Ospedale Santa Maria di Bari, ¨¨ un punto di riferimento per il Sud Italia per la diagnosi, la terapia e la ricerca nell’ambito dell’infertilit¨¤ maschile e femminile, con 30 anni di esperienza. Il suo Centro di Procreazione Medicalmente Assistita prevede un percorso completo di supporto alla coppia che presenta difficolt¨¤ al concepimento:
  • visita ginecologica e andrologica
  • diagnostica per immagini,
  • tecniche di aiuto di primo livello (inseminazione intrauterina)
  • tecniche di secondo livello (fecondazione in vitro FIVET e iniezione introcitoplasmatica dello spermatozoo ICSI),
  • crioconservazione del seme, degli ovociti e degli embrioni, 
  • consulenza psicologica, fondamentale per accompagnare la coppia durante tutto il percorso. 

Possiamo ritenerci dei pionieri in questo campo – spiega il dott. Pasquale Totaro, Responsabile del dipartimento di PMA dell’Ospedale Santa Maria –. Il Centro di PMA ¨¨ stato inaugurato ufficialmente nel 1991 ma l’interesse per la fecondazione assistita risale a molti anni prima; infatti gi¨¤ alla fine degli anni Settanta avevamo una delle prime banche del seme in Italia e negli anni Ottanta eravamo tra i primi nella microchirurgia tubarica, grazie all’impegno costante del Prof. Vincenzo Traina, fondatore del Centro. Oggi siamo uno dei primi centri del Sud Italia, con pi¨´ di 1.000 procedure l’anno, e da noi arrivano pazienti provenienti anche da Basilicata, Calabria, Campania e Molise. Le ragioni per le quali una coppia ha difficolt¨¤ a procreare sono diverse: da una parte l’ostacolo pu¨° essere rappresentato da patologie dell’apparato riproduttivo maschile o femminile, come prostatite o varicocele, fibromi, endometriosi, infezioni dell’utero o delle ovaie o ancora una predisposizione familiare alla menopausa precoce, dall’altro vi ¨¨ l’et¨¤ delle donne in cerca del primo figlio, che negli anni si ¨¨ alzata”.  

Secondo il Rapporto sulla PMA presentato dal Ministero della Salute al Parlamento nel 2019, l’et¨¤ media delle donne che ricorrono a queste tecniche di concepimento ¨¨ tra i 35 e i 39 anni, complice anche uno stile di vita che tende a procrastinare la ricerca della maternit¨¤. Ma con il passare degli anni, la fertilit¨¤ e la qualit¨¤ degli ovociti diminuiscono rendendo pi¨´ difficile una gravidanza. Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanit¨¤, trascorsi 12 mesi di rapporti regolari e non protetti senza che si verifichi una gravidanza ¨¨ consigliabile rivolgersi allo specialista ma, superati i 35 anni, il suggerimento ¨¨ di rivolgersi ad un centro specializzato gi¨¤ dopo 6 mesi di tentativi. 

La diagnosi tempestiva di eventuali patologie maschili e femminili che possono essere di ostacolo al concepimento consente di intervenire, rimuovere il problema e ripristinare le condizioni ottimali per una gravidanza – spiega il dott. Totaro –. Per questo ¨¨ importante rivolgersi ad un centro qualificato dove poter effettuare test ed esami, a partire dallo spermiogramma (un esame che consiglio di eseguire gi¨¤ a partire dai 20-25 anni) che serve a valutare numero, motilit¨¤ e morfologia degli spermatozoi, e dalla isterosalpingografia che serve a verificare la morfologia e la perviet¨¤ delle tube, condizione indispensabile per il passaggio degli spermatozoi. Altri successivi ed importanti esami diagnostici sono l’ecodoppler delle vene spermatiche, l’ecografia transvaginale e l’isteroscopia per valutare eventuali patologie uterine e ovariche e i dosaggi ormonali”.

Una volta ottenuto un quadro clinico completo, se la risoluzione delle cause non porta ancora ad una gravidanza, ¨¨ possibile individuare il percorso terapeutico pi¨´ appropriato. 

Terapie di primo livello

Inseminazione intrauterina (IUI)

La procedura IUI consiste nell’inserire, attraverso un piccolo catetere nella cavit¨¤ uterina, spermatozoi del partner selezionati e potenziati con tecniche di capacitazione in vitro (cio¨¨ una selezione degli spermatozoi con migliore motilit¨¤ e densit¨¤).

Terapie di secondo livello

Fecondazione in vitro (FIVET)

Qualora l’inseminazione intrauterina risultasse inefficace, si proceder¨¤ con la metodica di secondo livello, ovvero la Fecondazione in vitro (FIVET), che prevede l’aspirazione degli ovociti della donna dai follicoli, la successiva fecondazione in vitro con spermatozoi del partner e il reinnesto intrauterino.


Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo (ICSI) 

Nel caso in cui anche questa seconda opzione terapeutica non dovesse andare a buon fine, o in presenza di un numero di spermatozoi molto basso, si pu¨° tentare con la ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo), che prevede l’iniezione di uno spermatozoo in ciascun ovulo e il successivo trasferimento in utero degli ovuli correttamente fecondati.

La percentuale di successo di queste terapie dipende sostanzialmente dalla qualit¨¤ degli ovociti – spiega il dott. Totaro –. Mentre la spermatogenesi (produzione spermatica) ¨¨ sempre attiva negli anni, le donne nascono con un “corredo di cellule uovo” che, con il passare degli anni, diminuisce e perde di qualit¨¤. Per questo, dopo i 35 anni, una donna che per vari motivi deve posticipare la gravidanza potrebbe considerare di ricorrere al Social Freezing, ovvero la Crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale. Gli ovuli congelati e reimpiantati in futuro infatti saranno sempre pi¨´ giovani rispetto all’et¨¤ biologica della paziente. Una possibilit¨¤ di preservazione della fertilit¨¤ anche per quelle donne che devono sottoporsi a terapie oncologiche destruenti”. 
I campi di ricerca per il futuro della PMA sono rappresentati da intelligenza artificiale, ringiovanimento ovarico, test genetici sempre pi¨´ precisi e laboratori all’avanguardia con impiego di cellule staminali. Si lavora sempre in direzione di tecniche che garantiscano tassi di successo pi¨´ alti. 

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Revisione medica a cura di: Dott. Pasquale Totaro

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