La paura ¨¨ una emozione cosiddetta primaria, di base, universale, perch¨¦ comune a tutti gli esseri viventi, con una funzione vitale preziosissima, perch¨¦
adattiva, nel senso di
protettiva, in quanto si manifesta in risposta a una minaccia, reale o percepita, allo scopo di metterci in condizione di proteggerci e salvarci.
La paura riveste un ruolo determinante per la sopravvivenza. Davanti ad un pericolo, produce nel corpo una reazione di allerta che coinvolge l’intero organismo, mente e corpo.
Cosa succede nel cervello quando abbiamo paura?
La prima responsabile della paura ¨¨ l’amigdala, un agglomerato di nuclei nervosi localizzata nella parte pi¨´ interna dei lobi temporali del cervello, che agisce come un vero e proprio “sistema di allarme”: per far fronte all’emergenza e alla situazione di pericolo, comporta
l’attivazione delle reazioni di “attacco o fuga” ovvero risposte fisiologiche necessarie per affrontare l’ostacolo oppure mettersi in salvo e fuggire via, abbandonando la situazione prima che diventi troppo pericolosa.
La paura innesca una serie di reazioni involontarie dell’organismo:
- incremento della frequenza cardiaca e respiratoria
- alterazione della pressione e del flusso sanguigno
- aumento della sudorazione
- tensione muscolare
- motilit¨¤ intestinale
- bocca secca.
Nel frattempo, intervengono altre aree del cervello (l’ippocampo e la corteccia prefrontale) che ricevono e integrano le informazioni sensoriali, aiutando a interpretare la minaccia percepita.
L’area razionale del cervello, dunque, comunica con quella emotiva, chiarendo se ci si trova davanti a una minaccia reale o a un falso allarme.
Paura, panico, ansia, fobia: quali sono le differenze?
La paura ¨¨ una emozione primaria transitoria - che determina una reazione - normale e fisiologica, di allerta quando ci si sente in pericolo e che scompare quando la minaccia viene meno.
Se, invece, non si riesce a disinnescare le reazioni dettate dalla paura di fronte a situazioni di pericolo non pi¨´ presenti n¨¦ imminenti, allora la risposta allo stress da adattiva diventa eccessiva o cronica.
L’ansia ¨¨ anch’essa un’emozione, ma di tipo secondario, ovvero complesso, in quanto deriva dalla combinazione di emozioni primarie con la crescita individuale e l’interazione sociale.
L’ansia ¨¨ una reazione emotiva di tipo anticipatorio, ovvero generata da valutazioni e previsioni su un evento temuto, ipotetico, futuro, distante, non presente n¨¦ imminente.
L’ansia ¨¨ codificata nella medesima area cerebrale della paura e produce modificazioni corporee molto simili, come:
- tensione
- preoccupazione
- apprensione
- palpitazioni
- tremori
- aumento della sudorazione
- vertigini
- senso di confusione, di vuoto
- alterazione del respiro.
Ci¨° che differenzia sostanzialmente ansia e paura sono i trigger (ossia grilletti), i motivi per cui si manifestano: mentre l’oggetto della paura ¨¨ reale, quello dell’ansia ¨¨ temuto, previsto, futuro, incerto, frutto di previsioni negative su eventi futuri, non ancora realmente presenti che potrebbero accadere oppure no.
Entrambe, paura e ansia, rivestono un ruolo adattivo, ovvero quando una persona si trova in situazioni stressanti o minacciose, scatta una risposta fisiologica che prepara il corpo a difendersi e la mente ad elaborare strategie di difesa e/o di fuga, per sopravvivere.
L’ansia pu¨° presentarsi anche senza un motivo apparente, pu¨° essere eccessiva e/o prolungata rispetto all’evento/stimolo scatenante, pu¨° determinare
un senso crescente di allarme e pu¨° determinare la messa in atto di strategie del tipo “better safe than sorry” ossia evitamento di tutte le situazioni di pericolo, anche dubbio o improbabile.
Le fobie sono paure eccessive, intense,
persistenti,
durature ed irrazionali per qualcosa di specifico che non rappresenta un pericolo reale, ma che la persona percepisce come tale, fonte di angoscia e ansia non controllabile.
Chi soffre di fobia ¨¨ sopraffatto dal terrore di entrare in contatto con ci¨° che teme. Si tratta di un processo che provoca stati di ansia e terrore spropositati, tanto da far mettere in atto comportamenti di evitamento di tutte le situazioni nelle quali ¨¨ probabile trovarsi faccia a faccia con lo stimolo fobico (il particolare elemento che causa la paura).
I sintomi fisiologici provocati dalle fobie sono generalmente:
- tachicardia
- vertigini
- disturbi gastrici
- disturbi urinari
- nausea
- sudorazione eccessiva.
Ancora diverso ¨¨ l’attacco di panico, un fenomeno episodico violento, un episodio breve di intenso
malessere, ansia o paura, che si manifesta all’improvviso, inaspettatamente, senza preavviso, in assenza di reale pericolo.
I sintomi di un attacco di panico sono di natura psicologica, ma si manifestano anche e soprattutto sul piano fisico, con sintomi somatici. Essi destano molta angoscia e
possono essere scambiati per segnali di patologie cardiache, polmonari o cerebrali, molto sovente per infarto o ictus; raggiungono solitamente l’apice in pochi minuti dalla loro comparsa per poi scomparire pi¨´ o meno lentamente, lasciando solo poche tracce e la paura di riavere un altro attacco terrificante.
L’esperienza di un attacco di panico ¨¨ diversa da persona a persona, i sintomi possono variare molto, ma tra i pi¨´ comuni possono verificarsi:
- cardiopalmo
- dolore toracico
- vertigini, nausea, senso di instabilit¨¤ o sensazione di svenimento
- dispnea
- senso di soffocamento
- iperventilazione
- mal di stomaco o diarrea
- vampate di calore o brividi
- formicolii o tremori fino a grandi scosse
- difficolt¨¤ di deglutizione
- senso di impotenza
- paura di morire
- paura di impazzire
- perdita di controllo
- senso di catastrofe
- sensazioni di irrealt¨¤, estraniamento o distacco dalla realt¨¤ circostante
Nell’attacco di panico ±ô&°ù²õ±ç³Ü´Ç;¾±²Ô³Ù±ð²Ô²õ¾±³Ù¨¤ della paura provata ¨¨ tale che non si riesce a tollerare ed elaborare e la persona vive con la continua preoccupazione che possa ripetersi, sviluppando una ansia anticipatoria, ossia la tendenza a prevenirli, evitando tutte le situazioni, i luoghi e le circostanze vissute come non sicure o a rischio di insorgenza di una nuova crisi.
Gli attacchi di panico sono esperienze traumatiche, terrificanti, estremamente impegnative per chiunque le viva e per le persone vicine; possono compromettere la qualit¨¤ della vita, limitandola, rendendo difficile mettere in atto azioni quotidiane anche semplici ed usuali, come uscire di casa, guidare, visitare luoghi affollati ecc.
Gli attacchi di panico colpiscono circa l’11% della popolazione adulta; in buona parte dei casi si risolvono spontaneamente, in altri pu¨° svilupparsi un vero e proprio disturbo da panico. In ogni caso, se non trattato, l’attacco di panico pu¨° tendere a cronicizzarsi.
Cosa fare in caso di attacco di panico
? importante saper riconoscere un attacco di panico e sapere come fronteggiarlo. In caso di attacco di panico occorre:
- Cercare di capire cosa sta succedendo
- Osservare e riconoscere i sintomi
- Fermarsi se si sta lavorando o guidando
- Chiedere aiuto/cercare assistenza medica
- Non lasciare la persona con crisi di panico da sola
- Mettere la persona con attacco di panico a proprio agio, al sicuro
- Usare un tono di voce rassicurante, ma deciso
- Non negare n¨¦ sminuire le paure, evitando frasi che possono peggiorare la situazione (come “¨¨ tutto nella tua testa”, “che reazione esagerata”, ecc…)
- Offrire supporto emotivo ed empatico, senza giudicare
- Incoraggiare il controllo della respirazione
- Tenere costante la temperatura corporea utilizzando coperte o facendo aria
- Rimanere il pi¨´ possibile ancorati alla realt¨¤
- Distogliere attenzione e concentrazione dall’episodio di panico
- Concentrarsi su un qualche compito
? sempre utile chiedere aiuto, cercare assistenza medica, recarsi al pronto soccorso pi¨´ vicino.
Superata la crisi, ¨¨ il caso di rivolgersi a professionisti specialisti in salute mentale.