Prima ci si controlla, meglio è. Per prevenire l'insorgenza delle malattie cardiache, infatti, risulta fondamentale sottoporsi per tempo ad un checkup completo, a prescindere dalla presenza o meno di sintomi.
"Già a 30, massimo 40 anni, è importante preoccuparsi della salute del proprio cuore, verificando, ad esempio, pressione arteriosa e valore del colesterolo - illustra la
Dottoressa Monica Mazzavillani,
cardiologa del
Primus Medical Center di Forlì (parte di
Gvm Care & Research del Gruppo Villa Maria) oltre che del
Maria Cecilia Hospital di Cotignola. "
Non si può pensare di arrivare a 60 anni senza conoscerli invece, purtroppo, capitano spesso pazienti che li ignorano del tutto. ? un comportamento sbagliato: bisogna preoccuparsene sin da giovani, perché è proprio in questa età che se uno non individua in tempo eventuali fattori di rischio poi può andare incontro a serie patologie cardiache".
L'importanza degli accertamenti
L'ambulatorio di Cardiologia del Primus offre tutti gli strumenti necessari per una visita accurata e completa.
"Di solito, dopo aver raccolto un'accurata anamnesi del paziente (compresa anche quella familiare) effettuiamo l'elettrocardiogramma, l'ecocardiogramma colorDoppler e l'ecoDoppler tronchi sovra-aortici (Tsa). Se necessario, eseguiamo anche il test da sforzo al cicloergometro". A fini preventivi, risulta inoltre sempre più preziosa la Tc coronarica.
"Le ultime linee guida europee sul trattamento della cardiopatia ischemica hanno evidenziato l'importanza di questo esame nello screening e nella diagnosi della coronaropatia; è addirittura un'indicazione di classe di rischio cardiovascolare alto negli uomini di età superiore ai 50 anni con almeno due fattori di rischio cardiovascolare e sospetto di malattia coronarica. Si tratta di un esame non invasivo che consente di valutare l'albero coronarico ed è quindi assai utile anche in chiave preventiva".
Qualora la probabilità di avere una malattia cardiaca non appaia elevata, anziché la Tc coronarica, che per quanto non invasiva richiede tuttavia l'utilizzo di un mezzo di contrasto iodato, si ricorre alla Tc cardiaca per la valutazione del calcio coronarico.
"? un esame assimilabile ad una Tc del torace e consente di misurare la quantità di calcio a livello delle coronarie: si ricava un valore numerico (denominato calcium score) che correla con il rischio di futuri eventi cardiovascolari. Le visite ambulatoriali vengono suddivise in visite di check-up, che sono utili a scopo preventivo proprio per individuare precocemente l'eventuale presenza di fattori di rischio cardiovascolare, e visite di controllo in persone già affette da patologie cardiache".
...e dello stile di vita
Accanto a ''verifiche e controlli'', la grande risorsa contro le malattie cardiache resta adottare uno stile di vita sano, così da contrastare quelli che sono i principali
fattori di rischio.
"Il pericolo numero uno è costituito dal fumo di sigaretta, in particolare nelle donne; la grande maggioranza che viene ricoverata per problematiche di tipo ischemico (cardiache, ma soprattutto periferiche) risulta essere una fumatrice attiva o esserlo stato in passato per un lungo periodo". Ugualmente va prestata grande attenzione ai valori di pressione arteriosa e di colesterolo:
"Valori elevati di colesterolo sono un campanello d'allarme. A noi cardiologi non interessa tanto il dato del colesterolo totale, quanto quello delle LDL, il cosiddetto colesterolo ''cattivo''.
Altri due importanti fattori di rischio sono rappresentati dal diabete mellito e dalla familiarità per malattia cardiovascolare (chi ha avuto genitori o nonni vittime di infarto presenta un rischio più elevato di avere una malattia coronarica)". Anche una vita sedentaria e l'obesità rappresentano due importanti fattori di rischio.
"Quest'ultima, oltre a predisporre all'insorgenza di malattie cardiovascolari, costituisce un grosso limite al loro trattamento, in quanto i pazienti obesi rispondono meno bene alle cure, presentano maggiori complicanze e spesso decorsi post-operatori e degenze più lunghi". Restano perciò sempre valide le solite, ma preziose, raccomandazioni: seguire una
corretta alimentazione (ricca di frutta, verdura, cerali, legumi e pesce, limitare l'assunzione di sale e il consumo di zuccheri) e fare attività fisica:
"Sono consigliati almeno 30 minuti al giorno per 5 giorni alla settimana di attività fisica aerobica di intensità moderata (tipo camminata, nuoto, bicicletta, ballo)".
Altrettanto importante è limitare lo stress, altro fattore di rischio, al punto che esiste una particolare sindrome, detta di Tako-Tsubo, specificatamente correlata.
"Non è una patologia particolarmente frequente e interessa prevalentemente le donne in età post-menopausa. Viene definita da stress perché innescata da una eccessiva stimolazione del cuore da parte delle catecolamine (come l'adrenalina) a seguito di un forte stress emotivo o fisico. Tale sindrome si manifesta in modo analogo all'infarto, ma a differenza di quest'ultimo le coronarie non presentano ostruzioni e il ventricolo sinistro del cuore assume, mentre si contrae, una forma simile al cestello utilizzato dai pescatori giapponesi per catturare i polipi (da qui il nome della sindrome)".
Le conseguenze
La
prevenzione risulta ancor più fondamentale considerando l'incidenza delle malattie cardiovascolari.
"Tali patologie, oltre a essere assai diffuse, costituiscono la principale causa di morte in Italia (responsabili di circa il 40 % di tutti i decessi) e in Europa. La principale è la cardiopatia ischemica, causata da un restringimento delle coronarie (i vasi che portano il sangue al cuore) dovuto all'accumulo di placche (di grasso, colesterolo e altre sostanze); si può manifestare come angina stabile fino ad arrivare al più grave e temuto infarto.
Un altro grande capitolo è rappresentato dalle patologie valvolari, di cui le principali sono la stenosi aortica e l'insufficienza mitralica. Ci sono poi le patologie che interessano il sistema di conduzione del cuore: si parla di bradiaritmie quando il cuore batte troppo lentamente e di tachiaritmie quando al contrario va troppo veloce. Ci sono poi le malattie infiammatorie che possono coinvolgere il muscolo cardiaco (miocarditi), il pericardio (pericarditi) o molto più raramente le valvole (native o protesiche – endocarditi). Ci sono poi malattie cardiache più rare come ad esempio le cardiomiopatie dilatative, la cardiomiopatia ipertrofica, l'amiloidosi, e le cardiopatie congenite".
Spesso si sente parlare di
scompenso cardiaco: non è una malattia specifica ma una sindrome/una condizione legata all'incapacità del cuore di fornire il sangue in quantità adeguata rispetto alla richiesta dell'organismo e può essere una conseguenza di ciascuna delle patologie citate sopra, soprattutto se non diagnosticate correttamente e precocemente. Per questo
occorre prestare attenzione ai sintomi.
"Nel caso della malattia coronarica, la principale manifestazione è l'angina, ovvero un dolore toracico retrosternale oppressivo (che può manifestarsi sotto sforzo o a riposo), che si può irradiare alle braccia (più frequentemente il sinistro), alla mandibola e al dorso.
Altri sintomi da non sottovalutare sono la dispnea (difficoltà a respirare, sensazione di ''fame d'aria''), la stanchezza eccessiva, le palpitazioni/cardiopalmo, edemi agli arti inferiori e svenimenti/sincopi. Nelle donne la sintomatologia è spesso più sfumata, con caratteristiche meno tipiche, e spesso sottovalutata ed è per questi motivi che spesso nelle donne è più difficile arrivare ad una precoce e corretta diagnosi". Che si tratti di infarto, aritmie, scompenso o ipertensione, in ambito cardiologico esiste oggi una nutrita batteria di armi cui ricorrere.
"Si spazia da un vasto corollario di farmaci fino ad interventi veri e propri; ad oggi tante malattie cardiache possono essere curate per via percutanea (senza quindi ricorrere al classico intervento chirurgico a cuore aperto). Si tratta di interventi volti a riaprire le coronarie strette o chiuse (angioplastica con posizionamento di stent), sostituzione o riparazione di valvole (Tavi, MitraClip, TricClip), correzione di difetti congeniti (Pfo, Dia), trattamento delle aritmie (ad esempio l'ablazione trans-catetere della fibrillazione atriale), l'impianto di pacemaker/defibrillatori)".
Le prospettive
E per il futuro?
"La principale frontiera riguarda lo sviluppo della terapia genica e cellulare per riparare il tessuto cardiaco dopo un infarto o correggere malattie genetiche. Da poco tempo è stato introdotto un nuovo farmaco per il trattamento dello scompenso: si tratta del dapaglifozin, originariamente sviluppato per la cura del diabete, si è dimostrato molto efficace nel ridurre il rischio di eventi cardiovascolari, ospedalizzazioni per scompenso e mortalità.
Un altro farmaco, utilizzato originariamente per la cura dell'obesità (semaglutide), si è dimostrato molto efficace nel ridurre il rischio di eventi cardiovascolari nelle persone obese. Il futuro della medicina (quindi anche per quanto riguarda le patologie cardiache) andrà comunque sempre più nella direzione di una terapia personalizzata, per creare trattamenti su misura basati sulle caratteristiche di ogni singolo paziente".
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