Il tumore del colon retto rappresenta in Italia la terza neoplasia negli uomini e la seconda nelle donne, con circa 43.000 nuove diagnosi nel 2020 (dati AIOM e AIRTUM).
I programmi di screening prevedono la ricerca del sangue occulto fecale e, in caso di positivit¨¤, l’esecuzione della colonscopia come esame di approfondimento. Il Dott. Luciano Corazza, specialista dell’ambulatorio di Gastroenterologia e Endoscopia digestiva di D’Amore Hospital a Taranto, spiega quali sono gli indicatori che il tecnico deve tenere presente per una esecuzione e una refertazione ottimale.
A cosa serve la colonscopia
La colonscopia ¨¨ una metodica diagnostica che prevede l’esplorazione nel colon nella sua totalit¨¤ attraverso l’inserimento di una sonda flessibile e illuminata nel canale anale. Ma ¨¨ anche terapeutica, perch¨¦ consente di rimuovere polipi riscontrati nel corso dell’esame stesso.
Svolta come esame ambulatoriale e sotto sedazione, la colonscopia ¨¨ una procedura invasiva e tecnicamente complessa e, in relazione agli obiettivi di prevenzione e trattamento, richiede che venga eseguita secondo indici di qualit¨¤ elevati, per evitare problemi diretti ai pazienti come eccesso di sedazione, perforazione, sanguinamenti post polipectomia, mancata o errata diagnosi di neoplasie o danni indiretti derivanti da indicazioni chirurgiche o terapeutiche di lesioni riscontrate.
Gli indici di qualit¨¤ della colonscopia di screening
Diverse societ¨¤ scientifiche, come la Societ¨¤ americana di endoscopia digestiva (ASGE) e la Societ¨¤ Europea di Endoscopia Gastrointestinale (ESGE), hanno individuato indicatori di qualit¨¤ di esecuzione e refertazione di una colonscopia di screening per ottenere risultati ottimali in termini diagnostici e terapeutici.
Riguardano molteplici aspetti, dalla composizione dello staff medico all’esecuzione fino alla relativa refertazione. Per valutare la qualit¨¤ delle prestazioni, ¨¨ fondamentale che vengano indicate, eseguite e monitorate per ogni colonscopia le seguenti voci, oltre all'anagrafica del paziente:
- Nome dell’endoscopista, dell'anestesista e staff infermieristico che eseguono la procedura. ? importante indicare l’esperienza del medico che esegue la colonscopia. ? consigliato uno standard minimo di esperienza lavorativa e di un numero di procedure endoscopiche eseguite (almeno 150 colonscopie l’anno)
- Consenso informato alla procedura firmato dal paziente, con informazione su esecuzione della colonscopia, preparazione richiesta, possibili disagi, rischi, benefici, possibilit¨¤ di mancata diagnosi di patologie rilevanti, possibilit¨¤ di eventi avversi precoci o tardive correlati alla procedura o esecuzione di atti terapeutici, possibilit¨¤ di ritirare il consenso in corso di esecuzione della procedura. ? necessario registrare eventuale rifiuto al consenso
- Indicazione di comorbidit¨¤ del paziente con eventuale score ASA, presenza di pacemaker, allergie a farmaci, emocoagulopatie, terapie farmacologiche, assunzione di antiaggreganti piastrinici o anticoagulanti.
- Indicazione alla procedura ed eventuale intervallo di tempo dall’ultima colonscopia e/o indicazione a una polipectomia non eseguita in una prima colonscopia
- Strumentazione endoscopica utilizzata e Regime di pulizia intestinale eseguito, timing di preparazione con riferita tollerabilit¨¤ allo stesso
- Sedazione, analgesia, farmaci somministrati e comfort. ? indicatore di qualit¨¤ indicare se la procedura ¨¨ eseguita in assenza di sedazione o analgesia. Registrare la sedo-analgesia utilizzata se cosciente, con Profopol o anestesia generale, presenza di anestesista, dosaggio dei farmaci. Meno dell’1% dei pazienti dovrebbe diventare ipossico per pi¨´ di 30 secondi o richiedere la somministrazione di antagonisti di farmaci sedativi somministrati. Registrare la valutazione del comfort del paziente durante la procedura. Indicare eventuale utilizzo di insufflatore CO2 in corso di colonscopia.
- Note di esecuzione della colonscopia con indicazione di:
- Pulizia intestinale. Indicare il grado di pulizia intestinale che deve essere ottimale per consentire l’esplorazione colica sino al cieco e identificare lesioni presenti. Utilizzare la Scala di Boston o di Ottawa come indicatori di qualit¨¤. Almeno il 90% degli esami dovrebbe avere un grado di pulizia adeguato o un livello superiore.
- Percentuale di intubazione del cieco. Raccomandata una percentuale di completezza della colonscopia con il raggiungimento del cieco, intesa come profonda intubazione visualizzando l’orifizio appendicolare, minimo del 90% delle colonscopie eseguite. L’orifizio appendicolare dovrebbe essere fotografato, con una seconda foto effettuata inquadrando il cieco e la valvola ileociecale. Indicare le ragioni del mancato raggiungimento del cieco e durata della intubazione sino alla sede raggiunta.
- Tempo di retrazione. Registrare il tempo di retrazione del colonscopio non inferiore a 6 minuti nel 90% delle colonscopie di screening diagnostiche.
- Monitoraggio in corso di esame di saturazione O2, frequenza cardiaca, PAO
- Individuazione di adenomi e neoplasie. Registrare numero, tipologia e sede di lesioni riscontrate. Mediamente andrebbero individuati adenomi in pi¨´ del 25% negli uomini e 15% nelle donne sottoposte a colonscopia di screening.
- Recupero dei polipi. Registrare il numero dei polipi rimossi e recuperati con uno standard minimo del 90% dei polipi resecati.
- Riferimento di polipi non rimovibili per dimensioni in corso di colonscopia. La non rimozione di polipi per dimensioni in corso della colonscopia va registrata e deve essere differita a una sessione endoscopica dedicata oppure a un centro di endoscopia o chirurgia di riferimento. Registrare il numero di lesioni benigne inviate a resezione chirurgica.
- Tatuaggio di polipi sospetti di malignit¨¤ o lesioni neoplastiche. Raccomandato marcare la sede di polipi maggiori di 2 cm rimossi o neoplasie non localizzate in punti fissi come retto e cieco.
- Gestione delle lesioni rilevate. Indicare sede delle lesioni, dimensioni, eventuale loro morfologia e pattern vascolare, diagnosi endoscopica, procedure endoscopiche eseguite (polipectomie, biopsie, tatuaggio, etc.), successo e complicazioni per ogni lesione rimossa, setting diatermico eventualmente seguito, diagnosi istologica finale.
- Registrazione Eventi avversi precoci e tardivi correlate alla procedura. Tutte le complicanze devono essere registrate inclusi i ricoveri ospedalieri correlati alla colonscopia eseguita. Meno del 5% dei sanguinamenti dovrebbero richiedere un intervento chirurgico e meno di 1:1000 delle colonscopie eseguite dovrebbero essere complicate da una perforazione che necessiti intervento chirurgico in urgenza. Registrare i casi di sanguinamento immediato o tardivo richiedenti un trattamento endoscopico.
- Conclusioni, raccomandazioni e consigli post procedurali indicati al paziente (ripresa di eventuale terapia anticoagulante e antiaggregante piastrinica, alimentazione, guida di autoveicoli etc.)
- Indicazioni di sorveglianza ed eventuale follow up post colonscopia
- Documentazione fotografica o filmati dei tratti esplorati e lesioni rilevate (almeno nove immagini comprensive di retrovisione del retto)
- Tipologia di lavaggio e disinfezione della strumentazione endoscopica utilizzata
La presenza e il monitoraggio di questi indicatori consente di offrire una qualit¨¤ ottimale nell’esecuzione della colonscopia.