Aterosclerosi e
arteriosclerosi indicano lo stesso disturbo? Assolutamente no, si tratta di due vocaboli differenti che descrivono due condizioni distinte. Scopriamo allora insieme al
Dottor Gardi Ilja cardiologo a
Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ra), le differenze tra le due problematiche.
Che cos’¨¨ l’arteriosclerosi?
“Arteriosclerosi non ¨¨, di per se, una patologia, ma ¨¨ una
progressiva ridotta elasticit¨¤ delle arterie dovuta all’avanzare dell’et¨¤. A 30 anni, per esempio, hanno una buona elasticit¨¤, con il passare del tempo, alle fibre elastiche si sostituiscono quelle connettive-sclerotiche, frutto di un’evoluzione fisiologica di tipo anagrafico. Il loro progressivo irrigidimento
pu¨° dare origine a problemi pressori, in particolare influisce sulla pressione minima che spesso aumenta. Questo, tuttavia, adottando accorgimenti legati allo stile di vita, non necessariamente provoca problemi cardiovascolari”.
Che cos’¨¨ invece l’aterosclerosi?
“Aterosclerosi ¨¨ legata agli
ateromi che sono depositi di fibrina, colesterolo e calcificazioni sulla parete intima, in particolare, dei grossi vasi: coronarie, carotidi, dell’aorta e degli arti inferiori. A seconda della prevalenza del distretto interessato danno manifestazioni cliniche diverse”.
Quali sono le conseguenze di questa patologia?
“Le conseguenze sono rappresentate dal danno che il processo aterosclerotico causa alle arterie e pertanto dalla quantit¨¤ di apporto di sangue ai tessuti e agli organi che irrorano.
Se l’ostruzione riguarda le carotidi, pu¨° determinare patologie cerebro-vascolari. Se si chiude improvvisamente una carotide si pu¨° incorrere in un ictus, se si chiude progressivamente si possono avere problemi cerebro-vascolari, come ischemie progressive, demenza su base vascolare o ripetuti eventi diembolie carotidee.
A livello
coronarico, l’ostruzione, provoca l’infarto che ¨¨ la prima causa di decessi in Italia, in Europa e nel mondo.
Entrambe le patologie, coronarica e cerebro vascolare, decorrono per molto tempo in maniera silente. Infatti, nel 70% dei casi, la malattia, quando si manifesta o con un infarto o con un ictus,
il paziente era prima completamente asintomatico, soprattutto nella fascia di et¨¤ compresa tra i 45 e i 75 anni.
Ma il processo ateromatoso pu¨° interessare anche altri distretti vascolari come gli arti inferiori. Le
placche che si formano nelle arterie delle gambe comportano progressivamente difficolt¨¤ nella deambulazione,
il paziente cammina ma ha un senso di affaticamento in una o in entrambe le gambe, con dolore al polpaccio, la cosiddetta “claudicazio intermittens” (arteriopatia periferica). In casi rari, se si chiude o si trombizza improvvisamente una placca, si deve intervenire d’urgenza per non rischiare l’amputazione dell’arto”.
E’ importante intervenire con la prevenzione per individuare queste problematiche nelle fasi iniziali?
“L’adesione a
programmi di screening cardiovascolari, per la diagnosi precoce delle patologie cardiache,
gioca un ruolo cruciale per contrastare e prevenire tali problematiche.
Oggi siamo in grado di indagare le coronarie senza esami invasivi, vederne la morfologia e, se ¨¨ presente, la
patologia aterosclerotica. A Maria Cecilia Hospital abbiamo a disposizione
tecnologie ad alta risoluzione che riescono a predire e prevedere sia la patologia, sia la sua l’evoluzione. Queste tecnologie, in primis
la
Questa modalit¨¤ integrata permette d
i individuare facilmente ed immediatamente i soggetti a maggior rischio cardiovascolare e selezionare i pazienti da avviare ad ulteriori accertamenti o trattamenti.
In successione poi si esegue: l’ecocolordoppler cardiaco per valutare il flusso ematico dentro il cuore, le eventuali sofferenze del muscolo, le malattie valvolari, le patologie congenite e del pericardio; Ecocolordoppler carotideo che permette di visualizzare eventuali placche sulle pareti interne dei vasi carotidei.
Infine l’ecocolodoppler dell’aorta e degli arti inferiori che consente di esaminare l’aspetto morfologico dell’aorta addominale, delle arterie delle gambe per verificare l’eventuale presenza di restringimenti occlusioni o aneurismi (dilatazioni di un vaso) che, se non trattati, possono rompersi o formare trombi liberi di circolare nel flusso del sangue”.
Perch¨¦ ¨¨ consigliato aderire a questi programmi di prevenzione?
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l’obiettivo di questi percorsi di valutazione integrata ¨¨ di effettuare una diagnosi precoce e completa della situazione cardiologica e vascolare sulla quale sviluppare piani di gestione dei fattori di rischio prima dell'insorgenza di possibili problematiche pi¨´ severe.
In Italia, secondo l’Istituto Superiore di Sanit¨¤ ci sono circa 120.000 casi d’infarto l’anno.
Quando un paziente viene colpito da un infarto la tempestivit¨¤ d’azione ¨¨ molto importante, in quanto, se il paziente viene soccorso e trattato nelle prime 3/4 ore i risultati del trattamento sono eccellenti, infatti, dal 2000 ad oggi i decessi in ospedale sono passati dal 20% al 3/4%. Peraltro, purtroppo dal 1990, la mortalit¨¤ extra-ospedaliera, nella cosiddetta prima ora, cio¨¨ nelle 24 ore, non ¨¨ mai diminuita, registrando circa 50.000 morti l’anno. Questo perch¨¦ l’infarto ¨¨ molto spesso un evento improvviso e in soggetti asintomatici sono portati a sottovalutare l’importanza degli accertamenti preventivi”.
Per maggiori informazioni e per prenotare uno screening visita la pagina dedicata > S