L’evento, ospitato presso il Grand Hotel Castrocaro – Longlife Formula, ha riunito medici, ricercatori e accademici per presentare le più recenti evidenze scientifiche sul ruolo dei composti vegetali nella prevenzione e nel supporto terapeutico di numerose patologie.
Ad aprire i lavori è stata
Lucia Magnani, Founder e AD di LongLife Formula, che ha ricordato
“il valore di una scelta che evoca il ruolo storico della cittadina romagnola, luogo simbolo di quella cultura del benessere capace di costruire ponti tra le persone, la ricerca scientifica e la medicina”.
Nuove frontiere della ricerca
Al centro del dibattito il tema degli
esosomi vegetali, vescicole rilasciate dalle cellule che agiscono come messaggeri biologici.
Elena Tremoli, Direttore Scientifico di
Maria Cecilia Hospital, ha spiegato che
“negli ultimi anni si è acceso un grande interesse attorno alla comunicazione intercellulare. La vera novità è la scoperta che anche il mondo vegetale possiede vescicole simili, dette esosomi, capaci di influenzare importanti processi biologici: una rivelazione che apre prospettive straordinarie per lo sviluppo di nuove strategie diagnostiche e terapeutiche”.
Gli studi, condotti da
Maria Cecilia Hospital,
Università di Ferrara e
Università Federico II di Napoli in collaborazione con il Consorzio Melinda, si concentrano sul potenziale ruolo di questi esosomi nella prevenzione delle malattie neurodegenerative, nella gestione della steatosi epatica non alcolica e nel trattamento di patologie infiammatorie croniche.
Ricerca traslazionale e medicina rigenerativa
La
prof.ssa Barbara Zavan, docente del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Ferrara, ha evidenziato come
“studi recenti mostrino che le vescicole possano attenuare l’infiammazione, rafforzare le difese immunitarie e proteggere l’intestino. Una forma di micro-medicina naturale che la scienza sta iniziando a decifrare”.
Un aspetto confermato anche dal team di ricerca del Maria Cecilia Hospital.
Letizia Ferroni, ricercatrice del Laboratorio di Ricerca Traslazionale, ha aggiunto:
“Il nostro studio ha rivelato che le vescicole delle mele interagiscono con cellule dei sistemi vascolare, immunitario e intestinale, influenzando il metabolismo cellulare e la capacità di resistere a stimoli infiammatori. Questi risultati suggeriscono un possibile ruolo protettivo e preventivo delle vescicole stesse”.
Implicazioni cliniche
Durante il convegno si è parlato anche delle ricadute pratiche per la salute gastroenterica e cardiovascolare.
Il
dott. Nicola D’Imperio, gastroenterologo del Santa Maria Hospital di Bari, ha ricordato che
“la mela, mangiata senza buccia, è uno dei pochi vegetali consigliati nelle patologie infiammatorie ad accelerato transito. Se consumata con la buccia diventa un utile ausilio nella terapia delle patologie con stipsi, grazie alle pectine che rallentano l’assorbimento di colesterolo e zuccheri”.
Alimentazione e prevenzione
L’importanza del consumo quotidiano di frutta è stata ribadita anche da
Emanuele Marconi, direttore del CREA – Alimenti e Nutrizione, che ha parlato della mela come
“autentico sistema di biodiversità vegetale e nutrizionale, centrale nella tradizione italiana e nelle Linee Guida per una sana alimentazione”.
Infine,
Chiara Occulti, Chief Marketing & Fundraising Officer di Fondazione AIRC, ha sottolineato
“l’importanza di iniziative che, con il coinvolgimento di partner privati, sostengono progetti oncologici di prevenzione, diagnosi e cura e sensibilizzano i cittadini su stili di vita salutari per ridurre il rischio di cancro”.